Voci ascoltate o voci silenti? Esperienze di protagonismo infantile a Cordoba, Argentina

Tesi di laurea magistrale di Matilde Davoli
Corso di laurea magistrale in Progettazione e gestione dell'intervento educativo nel disagio sociale
Facoltà di Scienze della formazione
Università degli studi di Bologna
Relatore: prof.ssa Federica Zanetti
Anno accdemico: 2009-2010

La tesi si prefigge di analizzare e comprendere la collocazione dei bambini nella società odierna. L’interesse verso questo tema nasce da un’esperienza di tirocinio realizzata grazie alla Universidad Nacional de Cordoba (Argentina) e all’associazione Mazamorra, che lavora nel campo dell’educazione popolare e del protagonismo infantile con particolare attenzione ai bambini e agli adolescenti di una villa miseria di Cordoba. Questa breve ma intensa esperienza è stata decisiva per la stesura della tesi: la diversità storica, sociale e culturale, le differenti realtà conosciute, accomunate tutte da un’estrema povertà, l’incontro con l’umanità delle persone, le emozioni vissute hanno sollecitato un desiderio di condivisione di conoscenze, esperienze, emozioni al di là degli aspetti emotivi. La tesi si prefigge di sviluppare una riflessione critica sull’educazione popolare e sulla promozione sociale dei bambini. Una prospettiva, quest'ultima, che prevede una partecipazione attiva dell’infanzia alla costruzione della società e una contestuale, necessaria rivisitazione del ruolo degli adulti.
Abituato a vedere l’infanzia subordinata al suo potere e volere, l'adulto fatica ad agire rispettando e valorizzando il protagonismo infantile. Ne consegue che lo stesso compito di decidere cosa sia giusto e cosa sia meglio per i piccoli, non sempre realizza il pieno rispetto dei loro diritti, soprattutto dei diritti dei bambini che vivono situazioni di emarginazione. Tra i diritti di questi ultimi rientra anche il diritto al lavoro, come dimostrano alcune esperienze che hanno dato vita a diversi movimenti infantili, diffusisi soprattutto in America Latina ma presenti oramai in tutto il mondo, come i Nats (Niños adolescentes trabajadores - Bambini adolescenti lavoratori).
Questa nuova prospettiva di promozione sociale dell'infanzia e dell'adolescenza prevede, una nuova visione che, pur riconoscendo l'importanza di quanto previsto dalla Convenzione dei diritti del fanciullo (New York, 1989), valorizza le differenze e promuove politiche e azioni più rispondenti ai bisogni dei bambini e dei contesti in cui gli stessi vivono.
Il lodevole intento della Convenzione dei diritti del fanciullo e dei paesi firmatari “si ferma” al raggiungimento degli obiettivi di rispetto e uguaglianza; l'azione educativa del protagonismo infantile avanza dall'universalità dei principi della Convenzione per calarli e declinarli nelle diverse realtà.
Il protagonismo infantile considera bambini e adolescenti non solo come soggetti di diritti, ma anche come soggetti sociali, culturali ed economici, capaci di partecipare alla società, di autodeterminarsi, soprattutto se non condizionati dal paternalismo degli adulti, il cui ruolo è, invece, di accompagnatori e facilitatori nel processo di autonomia e partecipazione.
Diversi sono gli strumenti che gli adulti e, specialmente gli educatori, hanno in possesso per facilitare questo processo di partecipazione alla società. Uno tra i più importanti è quello dell'educazione popolare che trova il suo maggiore esponente nel pedagogo brasiliano Paulo Freire.
Ribaltando il ruolo piramidale tra educando ed educatore, Freire promuove un modello di apprendimento paritario e partecipativo, che trova nel dialogo un rilevante mezzo di cambiamento dal forte potere trasformativo.
Quella di Freire, tuttavia, non è un'educazione individuale, che si esaurisce nel rapporto tra educando ed educatore, ma è un'educazione collettiva alla cui realizzazione concorrono anche altri protagonisti sociali, istituzionali e no, come movimenti socioculturali e di lotta per una società più giusta, più rispettosa, più sensibile alle esigenze di tutte/i.
Per queste sue caratteristiche l'educazione popolare trova terreno fertile soprattutto nei contesti marginali. È stato proprio in un contesto marginale, come quello di Villa miseria Campo la Ribera della città di Cordoba in Argentina, grazie alla collaborazione con l'associazione Mazzamorra, che è stato possibile osservare e sperimentare strumenti e metodologie del protagonismo infantile.
L'associazione cerca di realizzare attività non solo per bambini e adolescenti, ma anche per l'intera comunità del quartiere, in un'ottica di rivalutazione degli spazi pubblici, di partecipazione alla vita sociale e comunitaria, con l'obiettivo di rendere le persone, dai più piccoli ai più grandi, consapevoli del loro potere di migliorare la loro realtà, caratterizzata da povertà estrema e da forte emarginazione sociale. Promuovere autonomia, identità e stimolare processi di cambiamento costituiscono la mission dell'associazione. Nei confronti di bambini e adolescenti tale finalità viene perseguita attraverso differenti attività laboratoriali, suddivisibili in tre tipologie: ricreazione, cioè attività ludiche; comunicazione, cioè attività per promuovere una socializzazione positiva senza l'uso della violenza; e, per ultimo, serigrafia, cioè produzione e vendita di magliette con stampe disegnate dagli stessi ragazzi, per contribuire ad ampliare nuove opportunità lavorative per gli adolescenti.
Sperimentare quell'energia trasformatrice della realtà e quella sensazione di collettività permette non solo di acquisire nuove conoscenze, ma anche di attivarsi per promuovere il rispetto e la valorizzazione delle diversità e dei diritti dei singoli anche in contesti sempre più globalizzati e tendenti all’omologazione come quelli occidentali.

Note biografiche sull’autrice
Matilde Davoli, laureata in Scienze della formazione, lavora in Inghilterra come educatrice di comunità con ragazzi homeless e portatori di learning disabilities. Si interessa all'America Latina e ai processi educativi in contesti deprivati.

Per contattare l’autrice:
matildedavoli [at] gmail.com

Matilde Davoli