Movimenti contadini e politiche governative nel conflitto per l’accesso alla terra. Il caso del Chiapas

Tesi di laurea di Giulia Ciaghi

Corso di laurea in Cooperazione allo sviluppo
Facoltà di Scienze della formazione
Università: Università degli studi di Padova
Relatore: prof. Daria Quatrida
Anno accademico: 2012/2013

L’oggetto della tesi è un lavoro sperimentale che fonda le sue considerazioni su un anno di ricerca bibliografica e quattro mesi di lavoro sul campo realizzato in Messico, nello Stato del Chiapas. L’approccio teorico adottato nell’analisi della tematica scelta si rifà principalmente alla geografia sociale, all’antropologia e alla ricerca-azione come paradigma di intervento.
In un periodo storico in cui la terra ricopre un ruolo importante, non solo come risorsa economica ma anche come veicolo di significati e ideologie, un’analisi sulle diversi visioni che gli attori hanno di essa può contribuire a chiarire come mai spesso si assista a conflitti territoriali che la riguardano e quali strategie possano essere attuate per ridurre i conflitti stessi.
Obbiettivo della ricerca è stato cercare di comprendere i significati assunti dalla terra nelle relazioni fra i diversi attori che la abitano, nelle visioni contrastanti da cui nascono i conflitti, nelle dinamiche dello «sviluppo rurale», nell’idea di sviluppo realmente desiderato e desiderabile per chi il «locale e rurale» lo vive quotidianamente.
Ho considerato il caso del Chiapas e delle sue organizzazioni contadine come esemplificativo di una situazione che si sta espandendo a livello globale, sia nel Nord che nel Sud del mondo: lo scontro tra una visione panico-sacrale e una produttivistico-utilitaristica della terra che porta con sé mutamenti importanti dei territori e delle capacità d’azione degli attori sociali che vi si inseriscono.
Nel primo caso, la visione panico-sacrale della terra agisce in un’ottica ecologica di resilienza, cerca di salvaguardare la biodiversità, la tradizione agricola e i prodotti locali, mantenendo allo stesso tempo al centro dello scambio mercantile il mutualismo e le relazioni sociali; è un’ottica che, se vogliamo, appartiene maggiormente ai movimenti contadini ed ecologisti tanto in Chiapas quanto nel resto del mondo.
Dall’altra parte, la visione produttivistico-utilitaristica agisce secondo una logica di crescita e consumo, spinge verso la mercificazione e la privatizzazione dei beni naturali, specializza le produzioni e meccanizza il lavoro creando rapporti umani basati sulla concorrenza. Questa logica appartiene sempre di più alle grandi imprese agroalimentari e ai governi che vedono nelle politiche di industrializzazione dell’agricoltura una spinta allo sviluppo dei territori rurali.
Queste due visioni si scontrano necessariamente laddove la terra diventa oggetto di desiderio da parte di entrambe, che sia per sopravvivenza o per guadagno economico.
In tal senso, l’analisi del caso di studio non vuole essere fine a se stessa. Comprendere la situazione messicana rispetto a queste due visioni, e più nello specifico la situazione dei movimenti contadini del Chiapas, può portare a una riflessione sulle strategie «globali» di gestione delle risorse naturali, della terra e dello sviluppo rurale, poiché logiche simili possono riscontrarsi in molti altri Paesi in cui la terra ricopre un ruolo centrale per la sopravvivenza delle persone.
In questo modo, seguendo le strategie di un attore locale (movimento contadino) ho cercato di passare dall’approfondimento di una problematica ambientale locale al riconoscimento di nuove e possibili alternative di sviluppo su scala più ampia, che tutelino le conoscenze tradizionali, la biodiversità e che diano la possibilità ai popoli autoctoni di autodeterminarsi rimanendo comunque integrati in un sistema mondo globale.
La tesi si compone di sette capitoli che approfondiscono la questione della terra partendo dalla scala globale e giungendo, attraverso focus progressivi, a una dimensione locale di azione con le sue peculiarità e caratteristiche.
La terra è centro di discussione in quanto fonte di diverse interpretazioni da parte delle comunità tradizionali e degli attori delle politiche governative, finendo spesso per essere motivo di conflitti. Pertanto, viene analizzato il cambiamento del valore simbolico assegnato alla terra in quanto risorsa nelle politiche di sviluppo economico rurale nell’arco dell’ultimo secolo.
Il focus d’attenzione è lo Stato messicano con le sue contraddizioni rispetto alla gestione delle risorse naturali: da un lato la logica dei movimenti contadini e delle organizzazioni sociali in difesa dell’ambiente, della terra e della biodiversità, dall’altro le politiche governative che prediligono la visione della terra come merce di scambio. Un esempio di questa contrapposizione è dato dalla coltivazione del mais, prodotto alimentare (carico di attributi simbolici) attualmente al centro del dibattito messicano.
Viene analizzata in profondità la situazione dello Stato del Chiapas, regione in cui i conflitti per l’accesso alla terra e alle risorse naturali sono spesso sfociati in alti gradi di violenza. La storia della campagna ciapaneca e dei suoi contadini viene approfondita considerando le caratteristiche dei conflitti agrari in questo Stato, tanto ricco naturalmente quanto povero economicamente. In particolare, l’intento è stato quello di chiarire le caratteristiche del contesto territoriale d’intervento nel municipio di Venustiano Carranza, considerato uno dei «fuochi rossi» del conflitto agrario in Messico, mettendo al centro dell’analisi l’organizzazione presso cui ho svolto la mia ricerca (Organizzazione contadina Emiliano Zapata regione Carranza) e le comunità indigene che vi aderiscono, cercando di comprenderne logiche e strategie attraverso l’osservazione del conflitto agrario dal suo interno.
Particolare attenzione è dedicata al lavoro sul campo e al contesto dell’azione di ricerca nel villaggio Lopez Hernandez, come chiaro esempio di territorialità indigena e contadina legata ai bisogni sentiti della comunità, riflettendo sulle tematiche trattate e proponendo, alla luce dei danni prodotti dall’agricoltura industriale, un approfondimento sulla sovranità alimentare come alternativa di sviluppo rurale.

Note biografiche sull’autrice
Laureatasi nel 2013 in Cooperazione allo sviluppo all’Università di Padova, dal 2009 si interessa alle questioni che riguardano l’accesso alla terra, la tutela della biodiversità e la progettazione partecipata di interventi di sviluppo in ambito rurale, sia nel Sud che nel Nord del mondo. Svolge in Italia e all’estero interventi di ricerca-azione. Dal 2012 collabora con le riviste latino americane Biodiversidad, Sustento y Culturas e Via Campesina.

Per contattare l’autrice:
giuliaciaghi [at] gmail.com

Giulia Ciaghi