Il “commercio giusto” alla base dell’Alba-Tcp. Prospettive per un’analisi di politica economica

Tesi di laurea di Andrea Califano

Corso di laurea in Studi internazionali

Facoltà di Sociologia

Università: Università degli studi di Trento

Relatore: prof. Bruno Dallago

Coordinatore: 2011/2012

Fair trade at the core of the Alba-Tcp. Perspectives for an economic policy analysis

Il lavoro, redatto in lingua inglese al termine di un periodo di studi svolto presso l’Università di Bath e successivamente tradotto in italiano, si concentra su una delle dimensioni dell’Alleanza bolivariana per i popoli di nostra America (Alba): quella commerciale. Si ritiene infatti che il commercio giusto, così come si declina all’interno di questa organizzazione, sia alla base di quella che viene letta come una sfida contro-egemonica posta da alcuni paesi latinoamericani, guidati da Cuba e Venezuela, nei confronti dell’ideologia dominante.
Per avere un riferimento concreto: l’Alba nasce, in contrapposizione all’Alca (Ftaa-Free trade agreement of the Americas), l’organizzazione liberista promossa dagli Stati Uniti e naufragata proprio per la resistenza opposta da questi e altri paesi della regione.
L’egemonia statunitense sulla regione negli ultimi anni è stata messa in discussione dai vari governi della “nuova sinistra” sudamericana; dall’Alba, si argomenta, proviene una vera e propria proposta alternativa: il modello di “sviluppo endogeno”, regionalizzato, sarebbe perciò alternativo al modello capitalista, e alle sue forme concrete che operano sia all’interno di questi paesi che trasversalmente ad essi (Imprese transnazionali, classe capitalista transnazionale). Sebbene l’Alba sia un’organizzazione onnicomprensiva, si è scelto di confinare l’analisi, per quanto possibile, alle relazioni commerciali: data la natura del commercio che viene propugnata (non come fine, ma come mezzo per il benessere sociale), indagare sugli scambi ha portato tuttavia ad alcuni approfondimenti sui più significativi risultati di rilevanza sociale (assistenza sanitaria, alfabetizzazione, uscita dalla povertà) ottenuti finora nella cornice dell’Alleanza.
Nella tesi si argomenta come l’Alba, costruita su profonde asimmetrie tra i membri, in primis proprio nella risposta alle asimmetrie, si distingua dalle organizzazioni internazionali di matrice neo-liberale: il regime di trattamento speciale e differenziato è il primo cardine dei suoi trattati; i pagamenti tra gli Stati possono essere saldati anche con prodotti agricoli o con prestazioni professionali (mediche, legate all’istruzione), le barriere tariffarie vengono eliminate in maniera non reciproca solo quando ritenuto appropriato dallo Stato in oggetto. Le innovazioni che un simile impianto comporta, delineate nel corso dell’analisi, sono state inquadrate in una cornice teorica (Amin, Sunkel), e quindi accostate e pargonate a concetti saldamente inseriti nella tradizione economica (crescita endogena, regionalismo strategico).
La seconda parte della tesi si concentra sulle imprese gran-nazionali (Ign) ed in particolare su una di esse, Petrocaribe. Le Ign si propongono come imprese pubbliche a cui partecipano più Stati per gestire congiuntamente le risorse della regione, secondo la logica del vantaggio cooperativo (che si oppone ai vantaggi cooperativi) e sfruttando i “concatenamenti” produttivi e commerciali presenti nella regione.
Il caso trattato riguarda la gestione delle ingenti risorse petrolifere venezuelane, e lo schema di finanziamento ad essa connesso, grazie al quale il Venezuela è diventato il principale finanziatore dei propri vicini (scavalcando gli Usa e le varie istituzioni internazionali). Una breve descrizione dei flussi commerciali conduce alla parte finale del lavoro: qui si dedica spazio al tentativo di creazione di una nuova architettura finanziaria regionale (Banca dell’Alba, moneta unica Sucre...), e ad alcune note sulla sostenibilità del commercio giusto.
Data la rilevanza politica dell’argomento, i testi in cui ci si imbatte difettano spesso in obiettività, mentre considerato il carattere di novità dei tratti di questa organizzazione molti aspetti non sono stati ancora chiariti in letteratura e non sono facilmente verificabili. Si è quindi tentato di mantenere l’analisi saldamente ancorata ai documenti ufficiali e ai dati disponibili, senza tuttavia tralasciare di fornire un’interpretazione complessiva di questi, proponendo in particolare come filo conduttore il carattere contro-egemonico dell’Alba e la costruzione ideologica che la sostiene.

Note biografiche sull’autore
Laureato in Scienze politiche all’Università di Trento, attualmente studia Economia internazionale alla Facoltà di economia dell’Università di Pavia. Continua ad interessarsi all’Alba e in particolare all’approfondimento del funzionamento delle imprese gran-nazionali.

Per contattare l’autore: andrea.clfn [at] gmail.com

Andrea Califano